Mangiare sostenibile

Decidere di comprare frutta tropicale la maggior parte delle volte non è una scelta sostenibile.
Sappiamo, ad esempio, che consumare un alimento proveniente da Paesi esotici e non coltivato in Italia può avere ripercussioni indirette sull’inquinamento, causato dai mezzi di trasporto necessari affinché quegli alimenti arrivino qui, e sull’economia locale dei Paesi di provenienza.
Ora sembra che un ulteriore problema venga anche dal consumo eccessivo di avocado, in particolare, dal suo consumo fuori stagione.
In Cile questo frutto viene chiamato “Oro Verde” per i soldi che è capace di generare dalle sue vendite all’estero.
La coltivazione di avocado Hass sarebbe cresciuta da 9 mila a 71 mila ettari negli ultimi 20 anni, dal 1993 al 2014. Il problema di questa crescita è legato all’acqua necessaria per il sostentamento delle piante di avocado e i luoghi in cui questi alberi sono coltivati. Queste zone sono piuttosto aride, con precipitazioni minime e dove ogni acro di alberi di avocado ha bisogno di 1 milione di litri d’acqua all’anno. Acqua che sembra sia “rubata” dai fiumi e dal sottosuolo, incrementando la siccità del Paese.

È ovvio che la questione riguarda anche noi consumatori e le nostre scelte alimentari.

In Italia le importazioni di frutti esotici come Avocado, Mango e Papaya nell’ultimo decennio sono cresciute. In particolare, nell’anno trascorso si sono registrate 6,1 migliaia di tonnellate di avocado mosse nel nostro Paese.
L’avocado è una pianta che si adatta a climi tropicali o sub tropicali e in Europa è quasi totalmente prodotto in Spagna, ma anche l’Italia, con le sue produzioni siciliane, sta conquistando una buona fetta di mercato.

Ecco perché oggi vogliamo parlarvi di Sicilia Avocado, una realtà tutta made in Italy da cui poter ordinare frutta esotica secondo stagione e lasciando di conseguenza un’impronta minima sull’ambiente!
La stagione è avviata, corri a vedere il sito di Sicilia Avocado!

Fonte: natureatblog.com

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