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IL RAPPORTO TRA CRISI CLIMATICA E PARASSITI VEGETALI
La FAO ha pubblicato una ricerca che ha rilevato i rischi della crisi climatica sull’agricoltura: l’aumento delle temperature e la crescita delle attività umane globalizzate stanno favorendo il movimento e la riproduzione dei parassiti delle piante. Un fatto che sta preoccupando l’economia e la salute globale. Al momento si stanno monitorando le aree più colpite e quelle a rischio, oltre a introdurre strategie che aiutino i paesi che stanno vivendo il problema. È di fondamentale importanza proseguire con analisi periodiche, l’utilizzo di nuove tecnologie e la riduzione dei rischi dei cambiamenti climatici.

CRISI CLIMATICA: CAUSA ALLO STATO ITALIANO PER INADEMPIENZA
La causa è stata avviata nei confronti dello Stato italiano, a Roma, il giorno 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente. Promossa dall’ong ambientalista A Sud, insieme a più di duecento fra associazioni e cittadini, chiede di dichiarare che lo Stato italiano è responsabile di inadempienza nel contrasto all’emergenza climatica e che l’impegno messo in campo è insufficiente a centrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra fissati dall’Accordo di Parigi. Si richiede inoltre di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 92% entro il 2030 rispetto ai livello del 1990.

PEGGIORA L’ECODISASTRO NELLO SRI LANKA
La nave portacontainer X-Press Pearl, in fiamme da otto giorni al largo dell’isola asiatica continua a versare detriti di plastica in mare al largo della capitale. L’incendio è stato domato ma adesso si teme per lo scafo danneggiato: potrebbe causare l’affondamento della nave, con conseguente fuoriuscita di tonnellate di petrolio, che si aggiungerebbero ai milioni di pellet di polietilene già depositati sulle spiagge. Secondo il MEPA (Marine Environment Protection Authority) l’equipaggio era a conoscenza di una perdita di acido nitrico a bordo della nave ancor prima che entrasse nelle acque dello Sri Lanka e che l’incendio avrebbe potuto essere evitato.

Fonti: Fao, internazionale.it, ANSA, Teleambiente.

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